Polvere, tanta polvere, sassi sgretolati, case, stalle e fienili segnati dalla furia della natura, che ricordano le vistose cicatrici inferte all’anima e che danno l’idea di quanto si è rotto in ognuno, la perdita, la paura, la consapevolezza che da quella notte ci sarà un “prima” e un “dopo”; questa la sintesi della notte del 24 agosto, precisando che con le repliche successive il tutto si acuisce e moltiplica, amplificando lo smarrimento, la paura di non farcela, ogni certezza svanita.
Immediatamente la mobilitazione, per un sollievo subito, case, mobili, cibo per gli animali, sostegno alle comunità con la consegna di beni frutto di generose raccolte solidali, strutture per i soci colpiti e vendita di prodotti caratteristici delle aziende coinvolte … piccoli “cerotti” portati grazie ad un immenso lavoro di sensibilizzazione di tutta la struttura CIA nazionale, ma da buoni agricoltori ed agricoltrici dobbiamo obbligatoriamente guardare avanti e pensare a come ripristinare e cementare il tessuto economico e sociale delle aree.
Lo sciame sismico ha colpito una vasta area montana, il nostro cuore verde, dove già la resistenza e la vita erano messe a dura prova, dove una popolazione “eroica” ha rivissuto la distruzione post bellica di settanta anni fa; come allora non possiamo far altro che rimboccare le maniche e ripartire proprio con ciò che abbiamo a disposizione: una lussureggiante natura che esalta i paesaggi, che custodisce cultura, saperi e sapori.
Facendo una ricognizione delle necessità, la prima saltata fuori è stata la mancanza di acqua nei pascoli; lo sciame sismico ha modificato le falde e in alta quota la carenza di acqua è diventata una priorità per gli allevatori ma anche per il presidio e la tutela del territorio stesso: un pascolo senza acqua per l’abbeveraggio perde la sua vocazione.
Ad oggi sono state individuate tre aree distinte, e si stanno progettando altrettanti invasi di raccolta, in accordo con le amministrazioni comunali di pertinenza, per evitare i disagi fino ad ora subiti, oltre agli enormi costi per il trasporto in alta quota dagli allevatori. La particolarità di uno dei bacini è la possibilità di utilizzo anche in inverno come approvvigionamento per innevamento artificiale di un impianto di risalita già esistente; si allungherebbe la stagione turistica portando grandi benefici alle attività economiche. Due di questi progetti sono prossimi alla presentazione dell’iter autorizzativo, l’altro è allo stato embrionale.
Pensando a una corretta gestione del bosco, valorizzando il patrimonio legnoso, mantenendo puliti gli habitat per una maggiore e migliore fruizione turistica, è stata accolta con grande entusiasmo la nostra proposta di filiera legno, per la produzione di energia elettrica e acqua calda da distribuire con teleriscaldamento in funzione di una ricostruzione da fare con il corretto rispetto di sostenibilità ambientale.
In un momento di grande sensibilità ambientale, con gli effetti disastrosi sul territorio mondiale dei cambiamenti climatici, è primario indirizzare ogni sforzo affinché la presenza delle aziende agro pastorali del territorio riescano a portare ogni beneficio su di esso, con efficacia ed efficienza.
Il reddito dei residenti è primario per restare sul territorio, una microeconomia indispensabile, la resilienza di cui siamo stati spettatori non può farne a meno, per questo motivo abbiamo in mente progetti di filiera per la valorizzazione della pecora sopravissana, razza autoctona, un modo per riscoprire e dare lustro alle nostre tradizioni e ai grandi pregi che ha questo mansueto animale.
Abbiamo bisogno di condividere e confrontarci con tutte le rappresentanze del territorio, con le amministrazioni, ed insieme creare un metodo Montessori per la montagna, un modo per avvicinare la popolazione tutta a questa parte di territorio, affinché la consapevolezza delle preziosità che ci dona la nostra terra, l’indispensabilità della nostra presenza nel rispetto eco ambientale, la scoperta di specialità enogastronomiche tipiche ed uniche della zona, la cultura, in ogni sua accezione e magnificenza, la conoscenza, siano volano di valori quali presidio, tutela e custodia: le prestazioni che il popolo della montagna opera a beneficio dei cittadini tutti da sempre.
Questi esempi di interventi per il futuro sono necessari e primari per delle aree specifiche, ma daranno risultati maggiori con il progetto più importante e globale che rientra nell’ambito delle iniziative de “Il paese che vogliamo”, Roadshow ideato e fortemente voluto dalla CIA, che nel nostro caso andrebbe a sostenere “un appennino da vivere” con proposte concrete per la manutenzione del territorio, il più grande “piano industriale” che il sistema Italia debba mettere in atto per un’area che copre oltre un terzo del territorio italiano, da Albenga a Crotone ed interessa oltre dieci milioni di abitanti. In questo evento proporremo soluzioni per invertire il processo di spopolamento in atto da molti anni e che il terremoto ha accelerato, per rendere attrattivo il territorio: creazione di zona franca e zona economica speciale, defiscalizzazione per gli insediamenti produttivi, infrastrutture anche telematiche.
Pensare a un governo del territorio partecipato ed attivo, un investimento per il futuro nel pieno rispetto dell’articolo 44 della nostra Costituzione dove si sancisce il nostro diritto di vivere la montagna, per garantire stessi diritti alla popolazione di oggi e, in futuro, ai nostri figli, un territorio preservato e presidiato.
Ascolto, presenza sul territorio, condivisione, conoscenza di normative e finanziamenti, possibilità di presentare a INVITALIA progetti concreti, sostenibili e lungimiranti sono gli ingredienti necessari per un traguardo da raggiungere, continueremo ad impegnarci in merito.
William Blake scriveva “quando uomini e montagna si incontrano grandi cose accadono”. Ne sono sicura, noi ce la faremo.
Tutte le immagini contenute in questo articolo sono state prese dai link segnalati e/o dal web per puro scopo divulgativo.
52 anni, sposata con due figli, imprenditrice agricola, profondamente innamorata della famiglia, della natura, della montagna. Dal 2013, eletta presidente regionale della CIA agricoltori italiani delle Marche, i sentimenti verso madre terra si sono amplificati; dal 24 agosto 2016 la necessità di dare voce alle nostre montagne e ai suoi abitanti è un impegno giornaliero.









































