Su Greta Thunberg è stato detto di tutto, dalla critica all’ingenuo pensiero di ambientalista acerba e ignara della complessità del problema, agli attacchi aggressivi circa il suo aspetto fisico, il cosiddetto body shaming che va bene per tutti i casi, senza contare il consueto complottismo che la vuole manipolata da lobby finanziarie aventi loschi scopi.
Mi pare che il fenomeno mediatico di cui molti si riempiono la bocca, l’abbiano creato proprio gli opinionisti saccenti e titolati e coloro che sfogano le proprie frustrazioni conducendo l’unica operazione ecologica di cui sono capaci, ossia scaccolarsi il naso.
Credo che quello che sfugge nel contesto caotico del parlarsi addosso sia il punto della questione, a mio modesto parere, cioè il vigore della protesta con la quale Greta ha contagiato i coetanei e non solo; quanti adulti sensibili alla questione ambientale erano presenti nei cortei transitati per molte strade e non solo le nostre ?
Tanti, ve lo assicuro. La protesta è il fermento del cuore giovane e ancora puro, laddove il sentimento – e qui mi duole contrariare un illustre intellettuale e filosofo – è trigger motivazionale, spinta propulsiva verso il cambiamento.
Alcune persone della mia generazione lo sanno benissimo e, nonostante le contraddizioni, continuano a conservare lucida e sentita memoria di quando si scendeva in piazza a frotte per difendere i diritti.
Certamente il sentimento non basta a risolvere le cose e la scienza, va da sé, deve proporre soluzioni che la politica è tenuta ad attuare, nel mondo.
Cari intellettuali, commentatori, detrattori, sappiate che preferisco una Greta che alza la voce spiazzando i benpensanti, a un Bolsonaro che considera l’Amazzonia una sua proprietà.
Le coscienze critiche si formano lentamente, faticosamente, con la formazione, andando a scuola, sostiene l’illustre professore. E chi lo nega? Che io sappia i cortei erano formati in gran parte da studenti, coloro che studiano; diamo loro il tempo di crescere e formarsi o maturare una coscienza critica senza biasimarli per la voglia di essere non solo testimoni del cambiamento ma anche parte attiva.
Un’ultima chiosa, se posso. Lo sviluppo cognitivo dei ragazzi di oggi, se ben impostato, viaggia a una velocità superiore di quello dei ragazzi di ieri…
Immagine copertina tratta da: https://www.independent.co.uk
Rita Manganello è milanese di nascita, amante della fotografia e del cinema da quando ha memoria. Dopo gli studi classici e la Scuola di Giornalismo, ha lavorato in società multinazionali di primaria importanza nell’area della comunicazione e delle risorse umane, maturando un profilo professionale che le consente, oggi, di avere uno sguardo aperto alla contemporaneità. Giunta a fine carriera torna a dedicarsi alle passioni di un tempo fra cui la fotografia, il cinema, l’arte e la letteratura. Alterna l’attività di esplorazione fotografica a quella redazionale e si occupa di lettura dell’immagine per i colleghi fotografi.
Rita Manganello was born in Milan and has been passionate about photography and cinema for as long as she can remember. After completing classical studies and attending Journalism School, she worked in leading multinational companies in the fields of communication and human resources. Over time, she developed a professional profile that allows her today to maintain a keen and contemporary outlook. Now at the end of her career, she has returned to the passions of her earlier years—photography, cinema, art, and literature. She alternates between photographic exploration and editorial work, and also engages in image analysis for fellow photographers.









































