
Lo senti lo sparo del ricordo?
Lo sento, lo sento benissimo. Non si può ignorarne la deflagrazione che apre le vescicole sinaptiche, mette in moto la chimica neuronale, aziona la maniglia della cassaforte dei ricordi, quelli più antichi, inviolabili, che resistono anche all’Alzheimer.
Pare che succeda perchè questi ricordi vecchi sono incisi sulle partizioni più inviolabili dell’hard-disk cerebrale, e si conservano nel tempo. Magari si perde qualche dettaglio, ma resistono.
Te lo ricordi il Cinemascope? Se come me sei nato tra il cinquanta e il sessanta dello scorso millennio (sì, siamo nati sul lato giovane dell’antropocene), il Cinemascope te lo ricordi, era caratteristica di quei cinematografi che avevano uno schermo bello grande, dove il 35mm poteva scatenare la sua potenza immaginifica.
Qui c’era un’arena, un cinema all’aperto, di terza visione, mi pare si chiamasse Arena Tukory, dove – ne sono certo – oltre cinquant’anni fa – lo zio giovane, quello che aveva sempre le macchine sportive in voga, mi portò a vedere un film di 007.
Doveva essere Thunderball, nel quale c’era una scena subacquea (veniva rubato un ordigno atomico ad un jet precipitato in acque cristalline) che a rivederla ora fa sorridere, quanto è banale, ma nel 1966 mi fece un effetto tale che ancora oggi ci penso.
L’arena non c’è più, lo zio giovane se ne è andato troppo presto: qualcuno ha pensato di riportare colori e volti (si riconoscono alcuni attori) sullo schermo dell’arena che non c’è più.
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Si fa presto a dire Bio!
Sono nato a Palermo nel 1960, i miei mi hanno portato subito a mare e il mare è rimasto il mio elemento ideale. Studiai senza troppo entusiasmo “è intelligente, potrebbe fare di più ma non si applica” era il mantra dei miei insegnanti: mia madre, insegnante pure lei, rosicava da morire perché avevo imparato a leggere a tre anni seguendo Alberto Manzi in tv, e sapeva che le cose le sapevo, ma non lo dimostravo. Al liceo – e questo doveva farmi presagire il mio futuro – facevo i temi a tutti, o quasi tutti, ovviamente copiando il loro stile e stando bene attento che spuntassero un voto inferiore al mio. Maturità classica traumatica, laurea in farmacia con la velocità di speedy gonzales: avevo la Voigtlander di mio padre ma poi confrontandomi con gli altri studenti acquistammo le prime reflex elettroniche. Io comprai una Yashica FR1, che ho usato fino a poco prima del matrimonio. Per una decina d’anni ho fotogafato e filmato le tappe auxologiche dei miei figli, poi siccome ero stressato e a causa del lavoro di allora passavo tanto tempo a casa davanti al pc, ho cominciato a scrivere racconti. Ho ripreso a fotografare seriamente un giorno che, dopo avere regalato a mio figlio una pesantissima Nikon digitale, fui folgorato dalle Panasonic Micro 4/3: è ancora il mio sistema, e non lo cambierei perché è trasportabile, compatto, mangia poca batteria e mi fa fare belle foto. Sono uno che si concentra sull’inquadratura e non sulla tecnica, e la stessa cosa potrei dire della mia scrittura. Il racconto breve (non avrò mai la pazienza e la costanza di scrivere un romanzo) è una forma narrativa nella quale mi trovo a mio agio, Todo Mundo II è la mia ultima opera, non so se ultima ultima o no. Vivo a Palermo “vado in giro, vedo gente, faccio cose” nel campo delle biotecnologie e malattie genetiche rare. https://www.amazon.it/Sicilia-Ediz-illustrata-Antonio-Musotto/dp/8899003297









































