Lo senti lo sparo del ricordo?

Lo senti lo sparo del ricordo?
Lo sento, lo sento benissimo. Non si può ignorarne la deflagrazione che apre le vescicole sinaptiche, mette in moto la chimica neuronale, aziona la maniglia della cassaforte dei ricordi, quelli più antichi, inviolabili, che resistono anche all’Alzheimer.
Pare che succeda perchè questi ricordi vecchi sono incisi sulle partizioni più inviolabili dell’hard-disk cerebrale, e si conservano nel tempo. Magari si perde qualche dettaglio, ma resistono.
Te lo ricordi il Cinemascope? Se come me sei nato tra il cinquanta e il sessanta dello scorso millennio (sì, siamo nati sul lato giovane dell’antropocene), il Cinemascope te lo ricordi, era caratteristica di quei cinematografi che avevano uno schermo bello grande, dove il 35mm poteva scatenare la sua potenza immaginifica.
Qui c’era un’arena, un cinema all’aperto, di terza visione, mi pare si chiamasse Arena Tukory, dove – ne sono certo – oltre cinquant’anni fa – lo zio giovane, quello che aveva sempre le macchine sportive in voga, mi portò a vedere un film di 007.
Doveva essere Thunderball, nel quale c’era una scena subacquea (veniva rubato un ordigno atomico ad un jet precipitato in acque cristalline) che a rivederla ora fa sorridere, quanto è banale, ma nel 1966 mi fece un effetto tale che ancora oggi ci penso.
L’arena non c’è più, lo zio giovane se ne è andato troppo presto: qualcuno ha pensato di riportare colori e volti (si riconoscono alcuni attori) sullo schermo dell’arena che non c’è più.
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