5 giugno 2013 – Back tomorrow: Garcia Lorca-Patti Smith

Back tomorrow: Patti Smith si fa ritrovare all’appuntamento dato da Federico Garcia Lorca
“Un morto in Spagna è più vivo da morto che in qualsiasi altro luogo del mondo” (Federico Garcia Lorca)

 
New York, sul palco della Bowery Ballroom, nel Lower East Side Patti Smith celebra con un reading a più voci e un concerto il compleanno di Federico Garcia Lorca e l’esposizione del manoscritto originale di Poet in New York, scritto, annotato e illustrato dal poeta spagnolo durante il suo soggiorno tra il 1929 e il 1930.

Patti Smith solo pochi anni prima aveva parlato di Lorca come uno dei poeti a cui riconosceva un debito per attitudine, sensibilità e approccio pubblico dell’atto poetico. La poesia come scambio, lettura ad alta voce, incontro con l’ascoltatore, musicalità ed esaltazione del suono della parola. Poesia che ha origine nella tradizione popolare e che ha la sua collocazione nella componente popolare della società. Poesia come arma di riscatto e trasformazione, presa di coscienza e creazione di comunità. Durante un concerto a Granada aveva conosciuto Laura Garcia Lorca, nipote del poeta e organizzatrice dell’evento che aveva visto Patti Smith protagonista ospite della Fondazione Lorca. Era stato allora che aveva preso corpo l’idea di organizzare una serie di eventi in occasione del ritrovamento del manoscritto originale del componimento smarrito e ritrovato di Poet in New York. Ora sul palco della Bowery Ballroom sono presenti entrambe. Con loro alla chitarra Lenny Kaye per un set che prevede nella prima parte un reading musicale e un concerto nella seconda.

 
Federico Garcia Lorca era arrivato a New York nel giugno del 1929 per un periodo di studi e conferenze alla Columbia University, su invito del suo amico e maestro Fernando de Los Rios, che vi insegnava letteratura spagnola. Un viaggio e una permanenza, che comprende anche un soggiorno di due mesi a Cuba e che durerà sino ad aprile del 1930, nel pieno della crisi personale del poeta e nel mezzo del tracollo economico americano, con il crollo della Borsa di New York il 24 ottobre e l’inizio del devastante periodo della Grande Depressione.

 

L’aurora di New York possiede
quattro colonne di fango
e un uragano di colombi neri
che sguazzano nell’acqua torbida.
L’aurora di New York geme
su per le immense scalinate
cercando in mezzo agli spigoli
nardi di angoscia disegnata.

 
 

Fernando de los Rios aveva offerto a Federico la possibilità di frequentare un corso di inglese per stranieri e soprattutto di conoscere una realtà diversa da quella chiusa e provinciale in cui il poeta era costretto a vivere la lacerazione tra il grande successo e il favore per la sua opera poetica, teatrale e di ricerca e l’impossibilità di affermare liberamente la sua omosessualità, allora considerata nella moralista società spagnola alla stregua di vizio, malattia, devianza mentale, disdicevole vezzo comportamentale. Una contraddizione percepibile soprattutto nelle quattordici lettere inviate alla famiglia dall’America, tranquillizzanti e premurose, ricche di rassicurazioni su una vita da normale studente in terra straniera. Tutto trascorre nella più assoluta normalità, nuove amicizie e frequentazioni, adattamento tranquillo ai nuovi ritmi e alle consuetudini locali.

 

L’aurora arriva e nessuno l’accoglie nella bocca
perché là non c’è domani né speranza possibile.
Talvolta le monete fitte in sciami furiosi
traforano e divorano bambini abbandonati.
I primi ad affacciarsi comprendono nelle ossa
che non avranno l’eden né gli amori sfogliati;
sanno che vanno al fango di numeri e di leggi,
a giochi privi d’arte, a sudori infruttuosi

Oltre che studiare inglese, Federico gira la città, frequenta nuove persone, va con i colleghi nei jazz club di Harlem, osserva, partecipa, soffre nell’immergersi negli squilibri estremi della città dell’ostentata opulenza e della tragica estrema miseria, delle discriminazioni razziali, della velocità urbana che inibisce rapporti umani e espressione dei sentimenti: una “Babilonia palpitante e che rende folli”.

La luce è seppellita da catene e frastuoni
in impudica sfida di scienza senza radici.
Nei quartieri c’è gente che barcolla d’insonnia
come appena scampata da un naufragio di sangue

E soprattutto scrive, appunta pensieri, compone versi, corregge, disegna, illustra le sue poesie e le legge in pubblico, compone in progressione quotidiana una delle opere più conosciute della sua grande produzione letteraria “Poeta a New York”.

“Ho detto ‘un poeta a New York’ e avrei dovuto dire “New York in un poeta”. E quel poeta sono io. Semplicemente; io che non ho ingegno né talento ma che riesco a scappare dal bordo fosco di questo specchio del giorno, a volte prima di molti bambini. Un poeta che viene in questa sala e che vuole illudersi di essere nella sua stanza e che voi … loro, siate suoi amici, e che non ci sia poesia scritta senza occhi schiavi del verso oscuro né poesia parlata senza orecchie docili, orecchie amiche dove la parola che scaturisce porti, attraverso di esse, sangue alle labbra o cielo alla fronte di chi ascolta.”

Per tutta la vita Lorca, attraverso studi e ricerche all’interno della tradizione popolare, della cultura orale e delle figure poetiche contadine, tzigane e andaluse aveva approfondito e spiegato i due perni intorno a cui ruotava la conoscenza, la comunicazione e in ultimo la poesia. La musicalità che precede il linguaggio e che lo sostiene, come nel canto jondo di antiche origine indiane, arrivato con la cultura Rom in Andalusia e poi fuso coi canti moreschi, diventando base del flamenco, della poesia pastorale e di quella colta, epica e popolare insieme. E l’altro perno è un’attitudine carismatica, una facoltà che non s’impara, l’incantesimo che avvolge e coinvolge, l’energia che si irradia e che gli altri percepiscono. Ha un nome, Duende.

Patti Smith ci teneva proprio a celebrare pubblicamente il compleanno di Garcia Lorca, intonare Happy Birthday Federico, quel 5 giugno, perché quei due concetti le sono sempre apparsi come ispirativi, decisivi e prima ancora formativi. Il giorno prima alla New York Public Library, dove era allestita la mostra Back Tomorrow, Federico Garcia Lorca/poet in N.Y., Aveva partecipato alle letture dedicate al poeta spagnolo con John Giorno, Will Keen and Maria Fernandez Ache, Philip Levine, Christopher Maurer, Paul Muldoon, eTracy K. Smith, esattamente trentanove anni dopo la pubblicazione del suo primo singolo Piss Factory, uscito il 4 giugno del 1974, un percorso artistico, poetico, musicale in cui ogni sua passione si traduceva in poesia, il rock e la controcultura, la spiritualità e l’anarchia, la beat generation e il cinema della Nouvelle Vague e soprattutto l’amore per i poeti europei, Arthur Rimbaud, Federico Garcia Lorca, Pier Paolo Pasolini. In tutti loro vedeva il continuo ricorso al duende, all’incantesimo insottraibile. In tutto quello aveva trovato la musicalità ancestrale, il suono comunicativo che spinge a sintonizzarsi col respiro del cosmo e restituire al mondo il regalo del suono, della parola, del linguaggio.

Esattamente come Garcia Lorca presentava il suo lavoro newyorchese: “Prima di leggere a voce alta e davanti a molte creature dei poemi, quel che si dovrebbe fare è chiedere aiuto al duende, perché questo è l’unico modo in cui tutti possono capire senza aiuto dell’intelligenza né dell’apparato critico, superando istantaneamente la difficile comprensione della metafora e catturando, con la stessa velocità della voce, il disegno ritmico del poema. Perché la qualità di una poesia di un poeta non può mai essere apprezzata alla prima lettura, soprattutto questo genere di poemi che leggerò e che, essendo pieni di fatti poetici esclusivamente all’interno di una logica lirica e fittamente collegati al sentimento umano e all’architettura del poema, non sono atti a essere compresi rapidamente senza il cordiale aiuto del duende.”

Così sul palco della Bowery Ballroom, Patti Smith presenta gli amici che porteranno le parole di Lorca. C’è Lenny Kaye, chitarrista della sua band, e la nipote di Lorca, una vecchia amica del college conosciuta e diventata amica dopo averle rubato la colazione, un ragazzo conosciuto in una stazione ferroviaria e una ragazza conosciuta in strada. Le occasioni che diventano legami di affinità e comunità.

Lorca ha visto la bellezza e la grinta di New York e parla di tutte queste cose“, dice Patti Smith, durante il suo tributo al poeta . “Le sue poesie [nella raccolta] sono una finestra sulla libertà che sentiva qui.” Parla della repressione morale che subiva nell’esprimere il suo orientamento sessuale, parla della repressione che le espressioni più alte e ribelli in quei giorni stanno subendo, i giovani di Gezi Park nell’Istanbul militarizzata di Erdogan e le Pussy Riot nell’oppressiva e sessista Russia di Putin. “I giovani sono perseguitati ovunque. Non possiamo permettere che questo accada. Posseggono tutto, cazzo, non possederanno la nostra voce. Dobbiamo tenere a cuore il nostro diritto di parlare“, ha detto ancora,”La nostra voce è l’unica cosa che abbiamo e dobbiamo preservarla“. Poi incoraggiata dal pubblico inizia a leggere le parole di Lorca.

 
Federico Garcia Lorca, era tornato in Spagna nel giugno del 1930 e si era impegnato nella politica culturale del nuovo governo repubblicano eletto nel 1931, costruendo un circuito teatrale, un vero teatro ambulante capace di arrivare ovunque e stare in mezzo ai contadini e agli strati sociali da sempre esclusi dall’offerta culturale. Aveva anche continuato a lavorare ai testi del suo diario poetico di “Poeta a New York” e nel 1936, aveva lasciato il manoscritto sulla scrivania del suo editore. Con un biglietto “Torno domani, Back Tomorrow”. Non tornò più. Una banda di nazionalisti fascisti, appena scattato il colpo di stato del generalissimo Francisco Franco il 18 luglio del 1936, lo catturò, lo fucilò, ne nascose per sempre il cadavere.

Back Tomorrow. Patti Smith si è fatta trovare all’appuntamento.

Il bellissimo booklet che accompagna la mostra  è preso da accioncultural.es la foto del Patti Smith Group scattata il 5/6/2013 è presa da brooklynvegan.com
(che contiene altre bellissime foto e info sui set musicali)

Patti Smith: Wing at Bowery Ballroom – 6/5/13


RIPRESO da www.bizarrecagliari.com ovvero «Storie della Beat Generation, della Controcultura e altro»: da gennaio racconta OGNI GIORNO vicende, persone, movimenti che il pensiero cloroformizzato e sua cugina pigrizia preferiscono cancellare. 





La Valigia blu. Sesta puntata

“La Valigia blu” è una trasmissione di poesia che va avanti da un paio d’anni. Il suo luogo di generazione è la Letteraria Web Radio, che per il momento è un contenitore di podcast culturali.

L’idea è quella di offrire a tutti coloro che fanno cultura come “cassetta degli attrezzi”, ovvero come necessità prima di decodificare la complessità di questo mondo, un momento di confronto e di stimolo.

“La Valigia blu” è un format dedicato completamente alla poesia. La poesia ha attualmente una grande platea di autori. Ed anche di lettori/ascoltatori. Una vera e propria “nazione” che stenta però a credersi tale. È in atto un cambiamento ancora poco percepibile. È la situazione tipica del coacervo in cui però i fluidi e i liquidi, le “presenze” non comunicano tra loro, anzi. Regna la competizione e la corsa alla pubblicazione. Risultato, sono tutti schiavi degli editori. In realtà c’è un gran bisogno di poesia. Che rimane insoddisfatto.

Non perdiamo però le speranze e l’occasione di stare chiusi in casa sta dando a “La Valigia blu” un seguito importante. La ripresa delle trasmissioni è partita proprio in queste settimane e in due puntate ci sono stati almeno 300 ascolti.

Transitiamo Umani:
web radio poetry reading.

Tema della Puntata del 15 aprile 2020
I poeti nella modernità. In questi primi giorni di trapasso d’epoca si sente il bisogno di entrare in contatto con i poeti intessendo un dialogo molto fitto. Stanno cambiando parecchie cose ed i poeti vengono gettati addosso alla modernità; noi proviamo a sondare, a capire e a misurare la temperatura di questo nuovo contatto.

Prima parte
[anticipata dall’ascolto di 03:58 minuti di musica]

 

Seconda parte

 

Terza parte

 





La Valigia blu. Quinta puntata

“La Valigia blu” è una trasmissione di poesia che va avanti da un paio d’anni. Il suo luogo di generazione è la Letteraria Web Radio, che per il momento è un contenitore di podcast culturali.

L’idea è quella di offrire a tutti coloro che fanno cultura come “cassetta degli attrezzi”, ovvero come necessità prima di decodificare la complessità di questo mondo, un momento di confronto e di stimolo.

“La Valigia blu” è un format dedicato completamente alla poesia. La poesia ha attualmente una grande platea di autori. Ed anche di lettori/ascoltatori. Una vera e propria “nazione” che stenta però a credersi tale. È in atto un cambiamento ancora poco percepibile. È la situazione tipica del coacervo in cui però i fluidi e i liquidi, le “presenze” non comunicano tra loro, anzi. Regna la competizione e la corsa alla pubblicazione. Risultato, sono tutti schiavi degli editori. In realtà c’è un gran bisogno di poesia. Che rimane insoddisfatto.

Non perdiamo però le speranze e l’occasione di stare chiusi in casa sta dando a “La Valigia blu” un seguito importante. La ripresa delle trasmissioni è partita proprio in queste settimane e in due puntate ci sono stati almeno 300 ascolti.

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Tema della Puntata dell’8 aprile 2020
Diffondere la poesia. È un periodo particolare quello che stiamo vivendo e dopo un confronto avuto con molti editori, abbiamo capito che c’è molta richiesta di poesia ed è forse il momento, questo, di inventarci qualche cosa dal punto di vista della diffusione.

Prima parte
[anticipata dall’ascolto di 04:43 minuti di musica]

 

Seconda parte

 

Terza parte

 





Giornata mondiale della poesia.

“La Valigia blu” è una trasmissione di poesia che va avanti da un paio d’anni. Il suo luogo di generazione è la Letteraria Web Radio, che per il momento è un contenitore di podcast culturali.

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“La Valigia blu” è un format dedicato completamente alla poesia. La poesia ha attualmente una grande platea di autori. Ed anche di lettori/ascoltatori. Una vera e propria “nazione” che stenta però a credersi tale. È in atto un cambiamento ancora poco percepibile. È la situazione tipica del coacervo in cui però i fluidi e i liquidi, le “presenze” non comunicano tra loro, anzi. Regna la competizione e la corsa alla pubblicazione. Risultato, sono tutti schiavi degli editori. In realtà c’è un gran bisogno di poesia. Che rimane insoddisfatto.

Non perdiamo però le speranze e l’occasione di stare chiusi in casa sta dando a “La Valigia blu” un seguito importante. La ripresa delle trasmissioni è partita proprio in queste settimane e in due puntate ci sono stati almeno 300 ascolti.

Letteraria web Radio:
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POESIE SENZA PASSAPORTI

Tema della Puntata del 21 marzo 2020
Giornata Mondiale della Poesia. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’Unesco nel 1999. La poesia è in grado di andare oltre i confini, le lingue e le differenze, portando con sé un ideale di bellezza che diventa globale. In questi giorni di grande difficoltà mondiale invitiamo i poeti a partecipare numerosi.

Prima parte
[anticipata dall’ascolto di 04:56 minuti di musica]

Seconda parte

Terza parte





La Valigia blu. Seconda puntata

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“La Valigia blu” è un format dedicato completamente alla poesia. La poesia ha attualmente una grande platea di autori. Ed anche di lettori/ascoltatori. Una vera e propria “nazione” che stenta però a credersi tale. È in atto un cambiamento ancora poco percepibile. È la situazione tipica del coacervo in cui però i fluidi e i liquidi, le “presenze” non comunicano tra loro, anzi. Regna la competizione e la corsa alla pubblicazione. Risultato, sono tutti schiavi degli editori. In realtà c’è un gran bisogno di poesia. Che rimane insoddisfatto.

Non perdiamo però le speranze e l’occasione di stare chiusi in casa sta dando a “La Valigia blu” un seguito importante. La ripresa delle trasmissioni è partita proprio in queste settimane e in due puntate ci sono stati almeno 300 ascolti.

Transitiamo Umani:
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Tema della Puntata del 18 marzo 2020
Le distanze. Si tocca al nocciolo il senso dei rapporti umani in un periodo di emergenza come questo.
Ospite Sergio Bellucci.

Conoscere qualcuno, ovunque egli sia, con cui comprendersi nonostante le distanze e le differenze, può trasformare la terra in un giardino” Goethe

Riuscire a focalizzare il rapporto con l’altro in un momento in cui siamo costretti a “prendere le misure”.

Prima parte

 

Seconda parte

 

Terza parte

 





La Valigia blu. Prima puntata

“La Valigia blu” è una trasmissione di poesia che va avanti da un paio d’anni. Il suo luogo di generazione è la Letteraria Web Radio, che per il momento è un contenitore di podcast culturali.

L’idea è quella di offrire a tutti coloro che fanno cultura come “cassetta degli attrezzi”, ovvero come necessità prima di decodificare la complessità di questo mondo, un momento di confronto e di stimolo.

“La Valigia blu” è un format dedicato completamente alla poesia. La poesia ha attualmente una grande platea di autori. Ed anche di lettori/ascoltatori. Una vera e propria “nazione” che stenta però a credersi tale. È in atto un cambiamento ancora poco percepibile. È la situazione tipica del coacervo in cui però i fluidi e i liquidi, le “presenze” non comunicano tra loro, anzi. Regna la competizione e la corsa alla pubblicazione. Risultato, sono tutti schiavi degli editori. In realtà c’è un gran bisogno di poesia. Che rimane insoddisfatto.

Non perdiamo però le speranze e l’occasione di stare chiusi in casa sta dando a “La Valigia blu” un seguito importante. La ripresa delle trasmissioni è partita proprio in queste settimane e in due puntate ci sono stati almeno 300 ascolti.

Transitiamo Umani:
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Tema della Puntata dell’ 11 marzo 2020
La crisi. In greco questo termine ha tanti significati e tante sfaccettature così come nella lingua cinese; vuol dire anche possibilità, sviluppo, nuove opportunità ed in questo senso la poesia è in grado di cogliere appieno queste parole, ce le può portare fino al nostro cuore.
15 poeti leggono e riflettono sulla poesia.

Intro

Prima parte
[anticipata dall’ascolto di 05:30 minuti di musica]

Seconda parte
[anticipata dall’ascolto di 03:00 minuti di musica]