Augusto De Luca fotografa Ernesto Vitolo

Negli anni ’70 suonavo la chitarra e, come molti miei coetanei insieme ad altri amici, formavamo spesso i famosi “complessini”, gruppi musicali con chitarrista, bassista, batterista ed organista.
Fu in quel periodo che conobbi Ernesto Vitolo. Lui era un tastierista già straordinariamente bravo e molto preparato, che, con il suo talento, faceva la differenza.
Con noi suonò per un paio d’anni in varie band, difatti cambiammo tantissimi nomi.
Alle percussioni c’era Mario Insenga, grande appassionato e conoscitore di blues, al basso si alternavano vari ragazzi della nostra età, la voce, invece, era quella di Alan Sorrenti: particolarissima.
Tutti avevamo ottimi strumenti musicali e per provare i brani da montare, ci riunivano nello scantinato della mia casa al Vomero. Era una stanza che mio padre aveva fatto foderare di legno per abbellirla ma, soprattutto, per tamponare un minimo il suono che, inevitabilmente, infastidiva i condomini del palazzo, i quali, di continuo, ci chiedevano di diminuire il volume degli amplificatori.
Quante avventure, quante storie, in quello scantinato!
Con il tempo Ernesto prese il volo e cominciò a suonare da professionista con diversi artisti importanti che hanno fatto la storia della musica italiana e non solo.
Credo, però, che abbia raggiunto il più alto livello di maturità artistica incontrando Pino Daniele; il suono della sua tastiera in quasi tutti i brani del grande artista, è infatti inconfondibile.
Era molto tempo che non ci vedevamo, così un giorno, gli telefonai e ci accordammo per andare a trovarlo.
Ernesto mi fece vedere i suoi nuovi strumenti e mi deliziò facendomi ascoltare qualche pezzo inedito.
Più tardi, non potei che fotografarlo assieme ad una delle tante tastiere che erano lì intorno e con il quale lui vive in simbiosi totale.
In pochi minuti insieme preparammo il set e scattai.
Proprio perché lo conoscevo benissimo, avevo già in mente il tipo di foto che volevo realizzare, perciò fui subito soddisfatto del risultato.
Chissà, forse un giorno torneremo anche a fare una suonatina insieme…

 

Ernesto Vitolo – foto di Augusto De Luca




Augusto De Luca fotografa James Senese

In quanti brani musicali di Pino Daniele abbiamo ascoltato e gustato quel sassofono che li caratterizzava in maniera assolutamente unica tanto da diventarne un elemento indispensabile ed irrinunciabile?
Era il sax del mitico James Senese che ricordiamo anche per aver suonato negli Showmen e in Napoli Centrale. 
Andai a fotografarlo a casa sua in un parco appena dopo il Real Bosco di Capodimonte. Appena entrato chiesi ad un uomo dove abitasse il grande musicista e quando alcune persone intorno sentirono che chiedevo di James si avvicinarono formando un gruppetto considerevole che in pochi secondi mi mise al corrente di tutte le sue abitudini, gli spostamenti e gli orari per incontrarlo e avere “udienza”. Capii che era molto amato e anche che era considerato come il fiore all’occhiello del quartiere…il “santo protettore”.
Bussai alla porta e James venne ad aprirmi. A prima vista mi ricordava vagamente Jimi Hendrix, rimasi subito colpito dal suo vocione profondo dai toni bassi e dal suo color cioccolato che era in totale contrasto con il marcato accento napoletano.
Fui affascinato dalla sua gentilezza, umiltà e soprattutto serenità. Entrammo nello studio dove custodiva alcuni strumenti e registratori, ma intuii subito che per fotografarlo mi sarei concentrato e avrei privilegiato soltanto il viso.
Di solito mi piace dare ad ogni personaggio un alone surreale. In quasi ogni ritratto c’è un elemento che è presente nel luogo dove incontro la persona da ritrarre che è legato a quel personaggio ma anche che mi colpisce e fa da trait d’union con la mia interiorità. Stavolta volevo raccontare maggiormente la profondità dello sguardo tralasciando la bellezza formale di tutta l’immagine. Volevo approfondire e fare un’analisi introspettiva del personaggio cercando di evocare alcuni tratti del carattere e della personalità. Desideravo insomma evidenziare il contenuto più che la forma.
James fu incuriosito dal fatto che io lo fotografassi a distanza così ravvicinata, ma mi lasciò fare divertito.
Dopo qualche scatto mi offrì un caffè e parlammo a lungo della sua esperienza e del suo rapporto con Pino. Ci furono anche momenti di sincera commozione ed io sarei rimasto lì ad ascoltarlo ancora per molte ore.

Quanta storia e quanta umanità avevo incontrato inaspettatamente quella mattina…

 

James Senese – foto di Augusto De Luca

James Senese e Augusto De Luca
James Senese e Augusto De Luca