La vergogna e il coraggio.

No Obelix. La pozione magica tu non la puoi prendere, ci sei caduto dentro da piccolo.

Un Corpo che cambia, la forza e la sensazione di onnipotenza. Facile cadere nella tentazione di acquistare un aiutino, magari assumendolo con diagrammi studiati a tavolino, al fine di non farsi troppo male e non sovraccaricare gli organi interni. Facile certo. Ma la tentazione quando dopo vari ammiccamenti e richieste al banco della reception, si trasforma in possesso di fiale e pastiglie allora esce fuori quell’euforia della prestazione aumentata.

A quell’epoca ci facevamo di tutto.
Deca Durabolin, Dianabol, Testoviron, TestoDepot, Sustanon, Testosterone decanoato, undecanoato, dodecanoato, beta bloccanti, pastiglie per l’asma, Clenil, Clenasma, clenbuterolo, efedrina, gonadotropina corionica umana, antidolorifici, morfinosimili, corticosteroidi, creatina, aminoacidi ramificati, proteine del latte, uovo, soia.
Abbiamo mangiato e non mangiato, dieta iperlipidica, iperproteica, ipoglicemica.
Per i più ricchi si reperiva l’ormone della crescita.

Farmacisti compiacenti, prodotti provenienti per corrispondenza da Canada, USA, Germania. E dulcis in fundo, tutti i prodotti ormonali di sintesi fabbricati in Olanda.

Cosa ci spingeva a fare tutto questo?
Partiamo dalla base. Il culturismo non è uno sport. Il fitness non è uno sport. Ma all’interno di queste diciture di massa, che muovono un business mondiale, vi è insita la competizione.
Prima di tutto la competizione è con se stessi. È la causa psicologica che rimane sottomessa, ma mascherata dall’assunzione di sostanze, che all’apparenza non danno assuefazione, ma un senso di superamento dei naturali limiti che un Corpo, ed una Mente, possiedono nella natura fisiologica dei ritmi veglia-sonno-allenamento-riposo-alimentazione.
Il Corpo Umano è un grande laboratorio chimico, il fegato sintetizza la maggior parte delle molecole introdotte, l’alcool soprattutto, con grande lavoro assieme ai reni.
Le palestre di fitness, grande moda scoppiata negli anni, complici film americani di successo, hanno degli ambienti pressoché uguali. Spesso cambiano gli attrezzi automatici, ma la base che deriva dal Sollevamento pesi che è una disciplina olimpica, rimane quella. Fatta di manubri e bilancieri.
Ora. Cosa spinge uno pseudoatleta a fare uso di sostanze chimiche che incrementano la sintesi proteica, di conseguenza la massa muscolare?
Un bluff.

Vedersi. Con quegli specchi che si ergono a giudici, col martello battente fino a dare una sentenza, tra gli sguardi ammirati di chi vorrebbe osare ma non ne ha il coraggio, e chi usa ma non è mai contento di sé. A perseguire una perfezione che non esiste, fino a portarsi alla morte. Malformazioni cardiache, impotenza, insufficienza renale, ipertensione, prostatite, aggressività, turbe psichiche, crescita neoplastica, infiammazioni articolari, tendinee e muscolari. I rischi dell’abuso di pozioni magiche sono molteplici. Ma la differenza tra l’uso e l’abuso c’è. In fondo anche un abuso di aspirina porta ulcera o difficoltà di coagulazione.

Pharmacos. In greco significa veleno. Ogni molecola estratta ed isolata può essere medicina o veleno.

Per quanto un maratoneta possa essere veloce, un arciere preciso, un ciclista resistente, fare un raffronto diretto della sua prestazione rispetto a quella di un sedentario, di se stessi, o di uno sportivo medio è assai complesso per chi non ha competenze specifiche o non è appassionato. Quando invece si guarda un bodybuilder, magari un professionista, la sua mole fisica non può passare inosservata, né può lasciare dubbi su come sia stata costruita. Non si trovano simili volumi muscolari in nessuna altra categoria di sportivi. La differenza salta subito agli occhi, del resto così come una mela in natura non arriverebbe mai ad avere le dimensioni di un’anguria, anche un essere umano, per quanto si dedichi con assiduità all’allenamento e all’alimentazione, non potrebbe mai raggiungere le dimensioni di un bodybuilder professionista senza l’uso di anabolizzanti. Chi afferma il contrario o è in malafede o non ha ben chiaro il ruolo funzionale dei muscoli. Generalmente è in malafede.

Oppure si vergogna. Un tossicodipendente, qualunque essa sia la sostanza, è un tossicodipendente. Alcool e fumo compresi, dichiaratamente legali per lo Stato. Di cui detiene il monopolio quantomeno fiscale.

Quando purtroppo a causa del doping si muore, sia vittima degli anabolizzanti un calciatore, un ciclista, un maratoneta o un bodybuilder, si scatena l’ira e l’indignazione dei “colleghi”, soprattutto dei colleghi dopati, o ex dopati, o che fanno affari col doping sulla pelle degli altri e fomentano gli ingenui per farli salire sul loro carro. Obiettivo di tutto questo è negare l’evidenza.

Nessuno ha il coraggio di ammettere l’uso, se non l’abuso, di molecole esogene.
Un Corpo Umano generalmente acquista circa due chili di massa magra al mese. Finito il tempo fisiologico di memoria muscolare, la naturale fisiologia ha quei limiti. E non si va oltre.
Farsi dei danni, permanenti o transitori, o peggio morire di doping forse è un’infamia, ma è un’infamia solo perché si sa d’aver sbagliato e non si vuole avere il peso del giudizio degli altri, ci si sente colpevoli dentro, e non potendo rimuovere la voce della coscienza, si aggredisce l’interlocutore, se si ha un nemico contro cui scagliarsi allora per un po’ si può smettere di pensare.

Il dilemma è psicologico. Basta poco per indossare un mantello rosso con la S e sentirsi invulnerabili. Bastano i canali giusti e un po’ di audacia. Ma la vergogna rimane. Il coraggio no. Almeno di ammettere di averne fatto uso. E soprattutto ai non addetti ai lavori viene subito lo sghiribizzo di moralizzare, condannare e giudicare. Chi sono costoro? Fumatori, consumatori di farmaci, sedentari da automobile, o da salotto.

La Scienza. Il primo giugno 1889 l’eminente tisiologo francese Charles Edouard Brown-Séquard annunciò alla Société de Biologie di Parigi di aver scoperto una terapia per il ringiovanimento del corpo e della mente. Il settantaduenne professore riferì di avere drasticamente contrastato il proprio declino inoculandosi un estratto ottenuto dai testicoli di cani e cavie. Queste iniezioni, spiegò al pubblico, avevano incrementato la sua forza fisica e il suo vigore intellettuale.
Per molti secoli, fin dall’antichità, i medici avevano prescritto l’ingestione di tessuto cardiaco umano o animale per stimolare il coraggio, di materia cerebrale per curare l’idiozia.
Gli organi sessuali e le loro secrezioni avevano un posto d’onore in questa pratica terapeutica. Gli antichi egizi attribuivano poteri medicinali ai testicoli. Io stesso, figlio di macellaio, ho assunto carne equina dalla prima pappa ingerita in tenera età. Come fosse doping. Certo, siamo quello che mangiamo, e se l’equazione ”mangio bianco e morbido, sono bianco e morbido, mangio rosso e duro sono rosso e duro” probabilmente un Corpo Umano risente di carenze o surplus di alimenti base. Che possono scatenare la gotta o il diabete, malattia sociale insita nel consumismo.
Si è passati dalle malattie da carenza alimentare alle malattie da eccessi alimentari.

Allora. Perché indignarsi se qualcuno fa suo l’uso di sostanze chimiche solo per edonismo? Perché l’edonismo è l’espressione dell’immagine. Quella propinata dai media, dai selfie, dal riscontro sociale o magari da una voglia di rivincita su qualcuno o qualcosa. Una sorta di rivalsa. Alla base vi è un dismorfismo da riflesso.

Mens sana.

Nel 1911 A. Pézard scopri che la cresta di un cappone cresceva in misura proporzionale alla quantità di estratti testicolari animali che gli venivano inoculati. Questo la dice lunga sull’immagine…
Negli ultimi trent’anni l’impiego degli steroidi anabolizzanti si è esteso ad altri sport olimpici, fra cui l’hockey su ghiaccio, il nuoto, il ciclismo, lo sci, la pallavolo, la lotta, la pallamano, il bob e il calcio.
L’uso di steroidi è ben documentato tra gli atleti dilettanti o semidilettanti. Del milione di consumatori di steroidi stimato negli Stati Uniti, molti assumono queste sostanze per il body building.

Tutto per soldi. Le società sportive hanno fiutato il business delle grandi vincite, spesso quelle quotate in borsa hanno spinto i loro atleti ad assumere fiale, pastiglie e compresse a loro totale inconsapevolezza di ciò che loro veniva inoculato. Ed ancora funziona così. I programmi antidoping destinati a reprimere l’uso di steroidi nello sport si sono dimostrati altamente inefficaci fin da quando furono introdotti negli anni settanta. Le analisi spesso non sono abbastanza sensibili per cogliere in fallo i consumatori e molti atleti di primo piano e funzionari sportivi corrotti hanno imparato a eludere i controlli.

Non solo body building.
Molti ciclisti professionisti si servono di farmaci antiasmatici che contengono steroidi di sintesi, anche se l’asma non sembra di certo una patologia comune in questa categoria di sportivi.

La terapia.

Fin dagli anni quaranta gli androgeni sono stati utilizzati per curare stati di grave defedazione associati a malattie croniche debilitanti (come per esempio quelle sofferte dalle vittime dei campi di concentramento nazisti) e traumi (comprese le ferite subìte in guerra), ustioni, interventi chirurgici e radioterapia.
Dal momento che gli steroidi anabolizzanti accelerano l’eritropoiesi, sono stati impiegati come terapia di elezione per diverse forme di anemia, prima che si diffondessero il trapianto di midollo e i trattamenti con eritropoietina sintetica. La scoperta di queste sostanze ha avuto anche una sorta di salvavita. Più di recente alcuni medici hanno cominciato a sperimentare gli steroidi anabolizzanti come terapia per la debolezza e la perdita di tono muscolare che si manifesta durante la progressione dell’infezione da HIV.

Cosa divide allora tutto l’uso e l’abuso… la vergogna di averli usati, viene soppressa dal coraggio di ammetterlo. Fino a quando il limite non ha danneggiato Mens e Corpore.
L’unico limite rimane accettare i propri limiti e averne paura.

Solo la paura salva.

Anche Obelix…