BRICIOLE DI QUOTIDIANO. Scrivi un romanzo in dieci parole.

Chiudi gli occhi, trattieni un’immagine: qualcosa che hai visto, una sensazione, un’associazione, un’idea.

Adesso prova a scrivere questa immagine, a farla diventare una storia, un racconto, ma usando solamente dieci parole. È questa la sfida di uno storico gruppo Facebook nel quale sono entrata alcuni anni fa: Scrivi un romanzo in dieci parole. Ho sempre preferito la sintesi, scrivendo, ma grazie a questo gruppo ho imparato a esercitare l’arte della brevità come non avevo mai fatto prima nella vita.

Mi chiamo Valentina D’Amico e sono insegnante. Sono anche molte altre cose, prima delle quali madre di una famiglia numerosa. Ho sempre amato scrivere, anche se non sono mai andata oltre la lunghezza del racconto. Alcuni miei testi sono stati pubblicati in passato: partecipazioni in qualche raccolta di racconti, concorsi letterari, selezioni.

Adesso invece ho deciso di pubblicarmi da sola. Ho preso circa duecento delle mie storie in dieci parole e ne ho fatto un libro: “Briciole di quotidiano. Scrivi un romanzo in dieci parole”. Si trova in vendita sul sito di Amazon, tramite cui mi sono pubblicata, al link https://www.amazon.it/Briciole-quotidiano-Scrivi-romanzo-parole/dp/1082373206/

In copertina ho scelto di mettere una mia foto che accompagna una delle dieci parole del libro: VILLEGGIATURA Nella credenza piatti scompagnati/ raccontano la storia di una vita. Racconta la poesia del quotidiano, la bellezza inaspettata che nasce a volte spontaneamente dalle cose, soprattutto quando le cose portano con sé storie di uomini e di donne, di famiglie e generazioni.

Ho raccolto le mie briciole per temi. Ci sono racconti di scuola, di meteo e stagioni, di vita famigliare, così come parole più introspettive e autobiografiche. Ad alcune sono particolarmente affezionata. Della vita scolastica voglio citarvi, per esempio, FINITI TUTTI GLI SCRUTINI Mi sento come appena emersa/ da lunga e penosa malattia, o SENZA TITOLO (BULLISMO) Oggi come ieri, come sempre. Loro ridono, io ho paura.

A volte ho cercato di guardare alle cose di ogni giorno con ironia, così ho sintetizzato il ritratto del tempo che passa: PRESBIOPIA Dopo i quarant’anni/ la soluzione definitiva ai peli superflui o ho sancito scherzosamente esperienze ripetute di vita quotidiana: INELUTTABILE C’è sempre, in fondo al cestello,/ un calzino spaiato.

C’è anche il ritratto del mondo della scuola di oggi, in cui molte provenienze geografiche si mescolano e spesso si integrano. Pensando alla classe di mia figlia ho scritto: CENA DELLE MAMME DI QUARTA A Siamo dodici,/ e siamo rumene, cinesi, ucraine, moldave, russe,/ italiane.

In alcuni casi si possono riconoscere eventi che sono arrivati sulle pagine dei quotidiani, come la terribile alluvione che ha colpito Roma nel gennaio del 2014: ALLARME MALTEMPO Sogno solo un salvagente,/ un paio di braccioli,/ una barchetta… Altre volte invece si tratta semplicemente di quell’immagine trattenuta e restituita di cui parlavo all’inizio: MARZO Cielo perfetto./ Urla di bambini, ricreazione./ Lontano risuona il Raccordo.