“Violenza e utopie” sabato 30 novembre – domenica 1° dicembre 2024
Assistiamo da mesi ad una serie di orrorismi (Adriana Cavarero) a Gaza, dove le donne sono costrette in una condizione disumana da un punto di vista igienico e sanitario e dove si muore di bombe, di sete, di fame, di malattie, di abbandono, di attesa di soccorsi bloccati dal Governo di Israele al valico di Rafah.
L’UNRWA ha dichiarato che «Il numero di bambin* uccisi in poco più di 4 mesi a Gaza è superiore al numero di bambin* uccisi in 4 anni di guerre in tutto il mondo. Questa guerra è una guerra contro le bambine e i bambini. È una guerra contro la loro infanzia e il loro futuro».
Sabato 9, 30-13 Violenze Coordina Giada Bonu Rosenkranz Introduzione di Clotilde Barbarulli 1° panel – conflitti: Gaza- Federica Stagni e Sara Visentin 2° panel – migrazioni Minori migranti Angela Gennaro e Cecilia Ferrara; Violenza nei/dei CPR Luca Rondi; Sfruttamento braccianti migranti Stefania Prandi, in dialogo con Amanda Rosso
Sabato 15,30-19,30 Coordina Barbara Bonomi Romagnoli 3° panel – violenze sessuali Tratta Francesca De Masi e Cristina Baldi; Matrimoni forzati Tiziana Dal Pra; Cultura dello stupro Graziella Priulla Performance di Saba Anglana: Saba e le sue meraviglie
Domenica 9,30-13,30 Utopie Coordina Antonella Petricone Elisa Coco/Comunicattive – L’utopia di trasformare le rappresentazioni: la banca immagini femminista Nicoletta Vallorani – Le utopie della fantascienza Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi (Linea d’ombra) – Le utopie di chi abita le frontiere; Alessandro Radicchi (Europe Consulting) – Le utopie di chi intercetta i marciapiedi, in dialogo con Laura Marzi
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Torna a Scanno, “borgo delle antiche regine”, Ju Buk Festival – rassegna letteraria di Autrici
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Torna a Scanno, “borgo delle antiche regine”, Ju Buk Festival – rassegna letteraria di Autrici .
Esordienti e pluripremiate, politiche e attiviste, economiste e giornaliste: alla IV edizione di Ju Buk Festival si discuterà di forza e fragilità, guerra e pace, corpi e scelte, memoria e futuro. Attesi il Ministro Gennaro Sangiuliano e le politiche Marta Bonafoni e Stefania Pezzopane per assistere all’anteprima nazionale del reading “Sei troppo figa!”.
Un consolidato sistema di potere patriarcale che sa riprodurre solo se stesso e che permea tutta l’informazione, i drammatici effetti socio-economici dei conflitti, il reflusso politico mondiale, le represse rivoluzioni delle donne, la rotta migratoria mediterranea in cui a perdere la vita sono i più fragili del pianeta. E ancora, i temi da secoli considerati tabù: il corpo delle donne, la maternità come libera scelta, il potere dei soldi, la malattia, il lavoro delle donne, la loro sessualità. Anche quest’anno si preannuncia uno tsunami culturale il festival letterario tutto al femminileJu Buk Festival (che nel gergo locale sta a indicare la bisaccia del pastore transumante): giunto alla sua IV edizione, sotto gli alti patrocini del MiC Ministero della Cultura e della Regione Abruzzo, avrà luogo dal 26 al 28 luglio presso l’auditorium Guido Calogero a Scanno, antico borgo nel Parco nazionale d’Abruzzo e paese amato dai Maestri Henri Cartier Bresson, Mario Giacomelli, Hilde Lots Bauer, Maurice Cornelius Escher, incantati dal costume tradizionale della donna scannese che ha intrapreso il percorso Unesco per essere riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità. Promosso dall’associazione FactoryA, network di informazione per contribuire a rendere più visibili le realtà femministe, ecopolitiche, antirazziste e anticapitaliste e per sostenere l’eliminazione degli stereotipi sulle relazioni affettive, sui corpi e la cura, l’intento di Ju Buk Festival è ambizioso: “Fare cultura in ottica femminista e capolvolgere le narrazioni degli eventi può rappresentare, in questa fase storica, un sostegno alla conoscenza necessaria ad attivare una riconversione sociale e ambientale su presupposti radicalmente opposti al modello dominante rilanciato dal mainstream e che ancora oggi permea ogni ambito della nostra vita sociale, nonostante abbia portato a conseguenze devastanti per il Paese, dall’inverno demografico all’inoccupazione delle donne, ai numeri sconcertanti della violenza di genere. La letteratura delle Donne rappresenta una preziosa opportunità di riflessione e progettualità, una pratica critica che dovrebbero considerare anche e soprattutto le istituzioni per giungere a un nuovo patto sociale, realmente equo e condiviso, basato su cardini più forti e potenti e che, in tal senso, può davvero salvare il mondo” afferma Eleonora de Nardis Giansante, direttrice della kermesse.
La prima giornata sarà dedicata agli ultimi Esordi di successo, con Monica Acito e il suo acclamato Uvaspina (Bompiani 2023) e Raffaella Simoncini che affronta il tema della malattia in Bulky, della casa editrice abruzzese NEO, interessante esempio di editoria indipendente che anche quest’anno fa capolino al Premio Strega. Pagine in grado di rammendare strappi sociali, rovesciare rappresentazioni, abbattere pregiudizi, costruire ponti tra culture e scrivere nuove grammatiche di rapporti tra generi.
Aprirà la seconda giornata intitolata Corpo l’economista femminista Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics di Unitelma Sapienza: dopo il bestseller Le signore non parlano di soldi, prosegue la sua opera di empowerment femminile con Come chiedere l’aumento (Fabbri 2024). Si proseguirà con La donna che odiava i corsetti di Eleonora D’Errico, biografia di Rosa Genoni che vedrà l’autrice in dialogo con Michela Bonafoni, studiosa di moda e costume e docente allo IED di Milano e si terminerà con il suggestivo saggio A questo serve il corpo (Bompiani 2023) della firma culturale del Corriere della Sera Roberta Scorranese, che percorre l’evoluzione dell’immagine della donna nell’arte, a partire da un celebre verso della poeta Patrizia Cavalli. Prevista per il sabato sera l’attesa anteprima nazionale del reading “Sei troppo figa!” scritto dalla drammaturga Antonella Questa e interpretato dall’attrice e attivista Valentina Melis, reduci entrambe dal grande successo del tour della pièce “Stai zitta!” tratto dal bestseller di Michela Murgia.
La giornata conclusiva dal titolo Scelte, vedrà sul palco le firme de IlSole24Ore Monica D’Ascenzo e Manuela Perrone con il loro ultimo lavoro Mamme d’Italia con l’intervento della politica Marta Bonafoni ele giornaliste del gruppo Lost in Europe Cecilia Ferrara e Angela Gennaro con Perdersi in Europa senza famiglia, Storie di minori migranti (AltraEconomia 2023). Il festival si chiuderà con la narrativa: la domenica sera sale sul palco il romanzo La piccinina di Silvia Montemurro (e/o edizioni 2023) che racconta la storia dei primi movimenti femminili operai nel segno di quel tracciato della Memoria che ci è necessario per poter ricordare chi siamo e guardare al futuro, affinché la letteratura delle Donne non resti solo inchiostro su carta ma possa realmente fare da volano a un cambiamento sociale e culturale e alla sempre più urgente scrittura di una nuova grammatica dei rapporti tra i generi.
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Bande de Femmes – festival di fumetto e illustrazione – 29 giugno – 6 luglio 2024, Roma
COMUNICATO STAMPA
Bande de Femmes – festival di fumetto e illustrazione 29 giugno – 6 luglio 2024 Via Pesaro, Roma
Diciotto spazi e più di venti artist3 per la Notte a Colori, il 29 giugno dalle 17 alle 23, undici autric3 per sette Dialoghi, otto autric3 per tre Matite fuori dai cardini, cinque artist3 per tre Live Painting e tante altre per Sceno/grafiche, Due Matte, Chicche Antiche, A tutte zinNe e Stand-up comics: sono solo alcuni dei numeri dell’undicesima edizione di Bande de femmes, #BDF24, festival di fumetto e illustrazione organizzato dalla Libreria femminista Tuba – a cura di Sarah Di Nella, Ginevra Cassetta e Marta Capesciotti – che dal 4 al 6 luglio si svolgerà nel quartiere Pigneto di Roma. Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico biennale “Estate Romana 2023 – 2024 ” curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.
Dopo l’anteprima del 29 giugno con mostre diffuse nei luoghi che animano la vita culturale del quartiere seguiranno tre giorni di eventi gratuiti durante i quali il festival ospiterà fumettiste, scrittrici, illustratrici, artiste e collettive da tutto il mondo: Anita Roscini, Antonia Caruso, Beauty Riot, Cecilia Milza, Claudia Iannicello, Dafne Boggeri, Dina Omut, Egle Pellegrini, Elena Ketra, Elena Mistrello, Eleonora Caruso, Frad, Francesca Bellino, Francesca Torre, Giannino Dari, Giulia Ananìa, Hannah Arnesen, Jana Traboulsi, Júlia Sardà, Laura Scarpa, Léa Katharina Meier, Lidia Aceto, Lina Pallotta, Luchadora, Marja De Sanctis, Meo, Michela Becchis, Michela Rossi, Noah Schiatti, Pat Carra, Pausania Studio, PGB, Raffaella Perna, Rocìo Quillahuaman, Sabrina Annaloro, Sheela Nah Gig, Sheyam Ghieth, Tony Allotta, Siouxie, Sofia Melluso, Sted, Stefania Sbrighi.
Nella prima giornata, giovedì 4 luglio, sarà presentato il lavoro dell’artista libanese Jana Traboulsi e quello dell’artista svedese Hannah Arnesen, mentre venerdì 5 luglio un focus particolare è rivolto alle fanzine italiane fra anni Settanta e Duemila, con l’opera di Dafne Boggeri, e alle autoproduzioni con Elena Mistrello che racconterà la storia di Tracciato Palestina. Sabato 6 luglio, in dialogo con Laura Pugno, ci sarà Anke Feuchtenberger, autrice tedesca che sbalordisce con il suo vertiginoso Compagna cuculo, Coconino press-Fandango, racconto di formazione attraverso gli occhi di una bambina della Germania dell’Est fra gli Anni Sessanta e la caduta del muro di Berlino.
“Bande de Femmes arriva alla sua 11° edizione e siamo pronte a contaminare il quartiere con l’arte, le immagini e gli immaginari di artist3 da varie parti del mondo. Il festival quest’anno si inserisce in un quadro globale a tinte fosche: l’avanzata delle destre e del pensiero anti-scelta, il genocidio in corso in Palestina, la guerra alle porte e la distruzione climatica attentano alle nostre vite e alla sopravvivenza del pianeta” – affermano le curatrici, Sarah Di Nella, Ginevra Cassetta e Marta Capesciotti – “Oltre alle lotte di resistenza narrate a fumetti, questo BDF 2024 sarà come sempre uno spazio per dare voce a tutte le soggettività fuori norma che costituiscono per noi l’orizzonte di senso e di pratiche con cui trasformare il mondo”.
Dal 17 giugno al 21 giugno si tiene il laboratorio Figuracce per aspiranti fumettist?, illustratrici in erba, disegnatrici under 13, con l’artista Luisa Montalto. Mentre è ancora aperta la call per partecipare il 15 e 16 giugno a Còrpa. Ricucire le storie, laboratorio di 10 ore con l’artista Marta Cavicchioni, rivolto alle persone di età 16+. Il 20 giugno è la volta dell3 bambin3 dai 5 anni in su con Tana libera tutt3 a partire da Una partita a nascondino di Lolita Séchan e Camille Jourdy, a cura di Fatatrac, e guidato da Giulia Franchi di SCOSSE.
Tutte le info su www.bandedefemmes.it
Le “rubriche” del Festival Dialoghi d’autrici è la presentazione di un fumetto Matite fuori dai cardini scatena dibattiti e fa da megafono ai femminismi a fumetti Sceno/grafiche è un’immersione in mondi altri, tra arti, immaginari e nuovi linguaggi Live painting è un tempo dedicato ad inseguire linee, figure e disegni della mano di un’artista Chicche antiche è un viaggio nel tempo alla scoperta di fumettiste che hanno fatto la storia Stand-up comics sono incursioni da ridere di una fumettista pentita Due matte è una pillola di felicità, una curiosa intervista a specchio tra due autrici
Il festival è raggiungibile a piedi, in bicicletta o con i trasporti pubblici: tram 19, 5, 14 – bus 50, 105, 81, 412 – ferrovie laziali: fermate Sant’Elena e Ponte Casilino – metro C: fermate Pigneto e Lodi
Per interviste contattare l’Ufficio Stampa: Barbara 339 6365001 libreriatuba.stampa@gmail.com Sito: www.libreriatuba.itwww.bandedefemmes.it Facebook: www.facebook.com/bandedefemmes Instagram:#libreriatuba
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Call for – Immagini senza stereotipi sulla violenza di genere
Cosa cerchiamo? Volti, corpi e la forza del gruppo
Ci servono foto, illustrazioni, icone grafiche che rappresentino una moltitudine di soggetti, non solo donne bianche, cis, etero, giovani e abili, ma anche donne razzializzate, disabili, grasse, lesbiche, trans. L’età non dev’essere un limite e privilegiamo foto di gruppo, comunitarie, dove si trasmetta l’idea di una rete che accoglie e sostiene.
Ci interessano anche ritratti fieri di reazione alla violenza, non persone che la subiscono. Puoi aiutarti con scritte, cartelli, simboli e immagini di lotta politica. Puoi trovare un modo poetico o simbolico di rappresentare il tema, ma sempre con una visione di forza e fiducia nella fuoriuscita dalla violenza.
Ph. Francesca Poggioli
Non vogliamo scene di violenza né mostri
Non vogliamo rappresentare la violenza in sé, quindi cerca di non ripetere stereotipi ormai consumati e che fanno rivivere la violenza a chi le guarda. Evita la scritta “Stop violence” o l’immagine delle scarpette rosse che possiamo trovare ovunque. Se pensi di rappresentare chi agisce la violenza, anche qui attenzione agli stereotipi: evita mostri, uomini incappucciati e anonimi, perché spesso chi agisce violenza è un uomo comune, un parente o una persona a cui si vuole bene, come il partner.
Pensa in grande, pensa a una campagna!
Come agenzia di comunicazione, sappiamo cosa cercano clienti, agenzie, e mezzi di informazione quando vogliono un’immagine sulla violenza di genere. Sappiamo anche che per una campagna di comunicazione non serve descrivere, ma emozionare. Ragiona in quest’ottica e pensa a come potrebbe essere usata la tua immagine insieme a un testo, che sia un’headline di una campagna o un articolo di una rivista. Per chi disegna o realizza icone, potrebbe essere molto utile realizzare un set di icone sulle forme di violenza, o un set di icone per associazioni che si occupano di contrasto alla violenza (ad esempio telefono, cerchio, sostegno, mani che si stringono).
Ph. Francesca Poggioli
A chi ci rivolgiamo: sei tu?
Ci interessano foto, illustrazioni, icone grafiche. Cerchiamo persone professioniste in grado di realizzarle con uno sguardo plurale sul mondo, per raggiungere clienti che vogliano davvero cambiare il mondo e il loro modo di comunicare.
Ph. Francesca Poggioli
Chi siamo
Siamo Comunicattive, un’agenzia di comunicazione di Bologna con oltre 20 anni di esperienza, specializzata in comunicazione di genere e contrasto alle discriminazioni multiple. Visto che sei qui, puoi dare un’occhiata al nostro portfolio di progetti di genere.
Il progetto
Abbiamo in cantiere una banca immagini senza stereotipi per disintossicare la comunicazione visiva: una raccolta di immagini stock, foto, illustrazioni e icone grafiche, accuratamente selezionate e destinate a quotidiani, siti di informazione, case editrici, altre agenzie pubblicitarie ed enti che curano campagne sociali.
Da settembre, potrai caricare le tue immagini sull’e-commerce, noi ci occuperemo della vendita e tu riceverai una commissione ogni volta che la tua immagine verrà scaricata.
Compila il form e mandaci 3 immagini sul tema della violenza di genere entro fine giugno per partecipare alla preselezione e salire a bordo del nostro progetto collettivo. In questa fase useremo le tue immagini solo per conoscerti, non verranno vendute.
Vuoi una consulenza sulla tua comunicazione di genere? Scrivici, troveremo delle idee insieme.
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WORKSHOP SU COOPERAZIONE E VOLONTARIATO: Percorsi migratori, accoglienza e progetti dedicati
L’Ass. Diritti al cuore Onlus, impegnata nella cooperazione e nel volontariato dal 2004, lancia un nuovo percorso formativo e informativo dedicato ai migranti, aperto a tutti.
Il workshop, dal Titolo “Percorsi migratori, accoglienza e progetti dedicati”, partirà il 9 maggio alle ore 19.00 a Roma, nella sede di Via dei Latini 12-14, quartiere San Lorenzo.
Il workshop è gratuito e si terrà ogni giovedì. La partecipazione è libera e aperta a tutti.
Ogni incontro sarà monotematico e vedrà la partecipazione di molti ospiti provenienti dal mondo della cooperazione, del giornalismo e del volontariato e vedrà testimonianze dirette di chi ha vissuto in prima persona questi eventi.
Tra i relatori troviamo Alessandra Morelli, Delegata dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) fino al 2021, Michele Cirillo, Fotoreporter, Elisa Dimida, Coord. Gruppo Firenze Medici Senza Frontiere, giornalisti di Black Post, primo giornale online redatto esclusivamente da ragazzi immigrati, Laura Stopponi, Program Manager di Caritas Italia.
A ogni incontro saranno presentati i progetti dell’Associazione Diritti al Cuore Onlus che porta avanti in Italia su queste tematiche.
Tematiche trattate: rotte migratorie, Lampedusa e il suo Museo, Dilemmi della comunicazione umanitaria, accoglienza, pregiudizi e razzismo.
A chi è rivolto: il workshop è utile per chi studia cooperazione, per chi vuole iniziare un percorso di volontariato attivo, per chi lavora in questo settore o semplicemente per chi vuole capire di più questo momento storico e la politica in materia di immigrazione.
Il corso è gratuito, prevista la tessera associativa annuale di 25 euro.
A fine corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
foto Michele CirilloOceam
Date: 9-16-23-30 maggio e 6 giugno. Contatti: 3289297160 oppure fra.caprioli@gmail.com Per iscriversi clicca qui ?? https://forms.gle/zmK5JjhEbqrpo8ph7
Programma
9 maggio ore 19 – Rotte migratorie: la rotta del Mediterraneo. Lampedusa e il suo museo. Ospite Michele Cirillo, Fotoreporter. DAC presenta OCEAM.
16 maggio ore 19.30 – Un mondo frammentato: Diritti disattesi e cura dell’umano. Relatrice Alessandra Morelli, delegata per dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)
23 maggio ore 19.30 – Dilemmi etici nella comunicazione umanitaria. Relatrice Elisa Dimida, Coord. Gruppo Firenze MSF. Ospiti i giornalisti di Black Post
30 maggio ore 19.30 – Rotte migratorie: la rotta balcanica. Relatrice Laura Stopponi, Program manager programmi di cooperazione di Caritas Italia. DAC presenta Salute Migrante
6 giugno ore 19.30 – La bellezza della diversità. Welcome direzione sud. Ospiti Marica D’Amico e Faburama Ceesay. DAC presenta il suo nuovo progetto Mixitè, per parlare di pregiudizi.
Lavoro, Casa, Studio, Sport e Servizi: questi gli ambiti su cui è incentrata la campagna Star Light, che, attraverso un concept basato sulla visibilità dell’aggettivo trans, concilia la denuncia delle frequenti e trasversali violazioni dei diritti umani delle persone trans con un approccio positivo di affermazione ed empowerment.
Realizzato in partnership con l’associazione Centro Donna e Giustizia di Ferrara e finanziato dall’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) nell’ambito del PON INCLUSIONE con il contributo del Fondo Sociale Europeo 2014-2020, la campagna Star Light lancia un messaggio contro la transfobia e dà visibilità al lavoro di accoglienza e sostegno svolto dal Centro Antidiscriminazione STAR per le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ e in particolare per le persone trans e non binarie.
Lo sportello, aperto a partire dal 25 Luglio 2022, è rivolto alle persone della comunità LGBTQIA+ che necessitano di sostegno per la fuoriuscita da situazioni di violenza omolesbobitransfobica o vulnerabilità. Lavorando in rete con servizi territoriali e centri di accoglienza competenti, STAR garantisce un luogo sicuro e fornisce supporto psicologico, assistenza legale, affiancamento per l’inserimento lavorativo, con l’obiettivo di supportare la possibilità di vivere una vita libera ed autodeterminata.
Promossi dall’UNAR a partire dal 2007, i Centri Regionali Antidiscriminazione costituiscono infatti una rete di presidi il cui compito è quello di contrastare i fenomeni di discriminazione, diffondendo al contempo la cultura del rispetto dei diritti umani e delle pari opportunità. Presenti su quasi tutto il territorio nazionale, si tratta di organizzazioni essenziali per la tutela delle soggettività marginalizzate.
Il presidente del MIT Mazen Masoud, da sempre impegnato nella difesa dei diritti delle persone LGBTQIA+, racconta: “Ancor prima di STAR, il MIT fin dalla sua nascita ha denunciato la violenza, la discriminazione, la non tutela delle persone trans. Da quando abbiamo aperto STAR la gente chiama ogni giorno. Il numero dedicato allo sportello ha cominciato ad essere molto diffuso, essendo attivo 24 ore su 24 riceviamo richieste continuamente, anche durante tutto agosto, di domenica e nei giorni festivi”.
In un anno di attività STAR ha accolto 154 persone di età compresa tra i 19 e i 70 anni, di cui 45% di nazionalità italiana e 55% con background migratorio. Chiamano non solo persone dall’Italia, ma anche residenti all’estero in cerca di aiuto. “Non ci aspettavamo un numero del genere, ma sono effettivamente arrivate molte persone, tutte appartenenti a diversi contesti. Sono persone italiane o con un background migratorio, con diverse identità di genere: donne trans, uomini trans, persone non binarie. Tutte persone che hanno subito violenza. Si rivolgono a noi anche uomini cis gay, che chiamano ad esempio il nostro sportello antiviolenza, quello migranti o lo sportello carcere”.
Importante snodo, infatti, quello che vede l’intersezione tra omolesbobitransfobia e razzismo che le persone migranti subiscono arrivando in Italia: “La transfobia che si trasforma in altre varietà di discriminazione e violenza viene subita da quasi tutte le persone trans con background migratorio. Una donna trans sex worker nera migrante subisce tutto e di più rispetto a una donna trans italiana bianca di una certa classe. Il discorso sulla classe è infatti quello che mantiene il polso della discriminazione. È sicuramente diverso quando si tratta di sex worker migranti senza documenti, una detenuta in carcere o una persona in cerca di accoglienza, soprattutto se appena arrivata sul territorio e priva di una rete di supporto”.
La violenza, dunque, può assumere diverse forme: “Molti episodi di violenza avvengono in famiglia, in contesti amicali e in generale in contesti sociali, ma anche a livello istituzionale, da parte delle forze dell’ordine. Può succedere anche all’interno di servizi sanitari o scolastici, in posta, o all’interno delle commissioni territoriali. Tutte le persone che attraversano i nostri servizi e i nostri spazi sono portatrici di discriminazione multipla. Noi operatrici stesse subiamo discriminazione insieme alla persona che accompagniamo. Basta essere visibili per essere discriminat? e il corpo trans sicuramente lo è”.
Le persone che arrivano allo sportello STAR non sono tenute a denunciare le violenze subite: “Molto spesso è difficile per loro denunciare, per via della mancanza di fiducia nelle istituzioni. A volte le segnalazioni che riceviamo ci portano ad offrire un supporto anche soltanto psicologico: il MIT è infatti un punto di riferimento, uno spazio safe in cui trovare persone alla pari, un sostegno da parte di persone trans per persone trans”.
La lotta verso un cambiamento radicale e verso una prospettiva di libertà è sempre in corso: “È un processo lungo, e per questo per noi STAR Light non è una semplice campagna comunicativa, è molto di più. Qui parliamo di storie, storie di persone vere”.
(clicca sul link per visualizzare la galleria delle foto!)
Dieci anni di Bande de Femmes
Tre giorni di dibattiti, arte, libri, idee, per festeggiare i primi 10 anni del festival: è Bande de femmes, banda di donne (e femministe) che nel gioco linguistico con il francese indica anche le strisce illustrate dei fumetti. A Roma, nel cuore del Pigneto, torna dal 6 all’8 luglio l’iniziativa a cura di Sarah Di Nella, Ginevra Cassetta e Marta Capesciotti e organizzato dalla Libreria Tuba. Anche quest’anno il festival è stato anticipato da una Notte a colori, il 1° luglio scorso, in cui vernissage di mostre di diverse artiste hanno animato diversi luoghi del quartiere e molte saranno visitabili anche nei prossimi giorni. Il programma prevede diverse protagoniste dalla scena internazionale queer fra cui Frances Cannon, Roma De Las Heras e Cocoriot, ma anche il nuovo libro di Nicoz Balboa, tattoo artist e fumettista italiano, che con “Transformer” [Oblomov Edizioni] affronta il percorso della transizione di genere e l’accettazione della propria identità. Fra gli esordi segnaliamo in particolare la prima edizione italiana, “Anna” [Rulez edizioni], di Mia Oberländer, giovane autrice tedesca e la graphic novel di Santamatita, torinese, che presenta un’opera molto originale dal titolo “L’ultima estate al cimitero” [BAO Publishing], con sensibile ironia affronta un tema delicatissimo come quello del lutto e immagina un improbabile luogo di villeggiatura che sta per essere chiuso, con grande disorientamento dei sui consueti villeggianti. E poi ancora, il 7 luglio si parlerà di fanzine e l’8 luglio un evento in collaborazione con l’associazione A Sud che intende coinvolgere anche la cittadinanza. Tre fumettiste disegneranno dal vivo alcune “Tavole narranti”: su supporti removibili, immagini esplicative del ciclo dei rifiuti per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico e il quartiere su tematiche eco-femministe, ambientaliste e sull’emergenza climatica. Come gli altri anni sono previste presentazioni ‘animate’, con traduzione Lis in diretta, traduzioni dalle lingue straniere, live painting con artist3 di varie nazionalità e incontri di vario genere – da Eccentriche, alla scoperta di storie che hanno rotto con le convenzioni, a Dialoghi d’autrici, con la presentazione di un fumetto, passando per Matite fuori dai cardini, per stimolare dibattiti sui femminismi disegnati e Sceno/grafiche, un’immersione in mondi altri, tra arti, immaginari e nuovi linguaggi. Il programma completo è consultabile online su www.bandedefemmes.it Tutti gli eventi sono gratuiti.
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“Diritti al Cuore del Senegal”
Sabato 14 dicembre all’interno del consueto appuntamento natalizio di raccolta fondi, l’Associazione Diritti al cuore è onorata di presentare la prima della proiezione del reportage “Diritti al cuore del Senegal” della videomakerSerena Arena. Il progetto è stato finanziato in parte dal basso, attraverso un evento dedicato organizzato dai volontari di Diritti al cuore e attraverso un crowdfunding sulla piattaforma Ulule, il resto è stato finanziato dalle dirette interessate.
Ecco il programma della serata:
dalle ore 19.30 apertura del mercatino di Natale ad ingresso libero, dove sarà possibile acquistare libri, artigianato senegalese e ceste e sacche solidali; segue (su prenotazione) la polentata di raccolta fondi (menu vegetariano o carnivoro composto da antipasto, polenta, dolci di Natale, mandarini).
Alle ore 21.30 proiezione del reportage. A chiudere la serata, la tombolata e le musiche de Le Danze di piazza Vittorio. “Lo scorso Marzo, quasi per caso, ho scoperto Diritti al Cuore Onlus. Ad Ottobre io e mia sorella Siliana ci siamo unite alla missione in partenza per il Senegal per vedere con i nostri occhi il lavoro svolto lì e con il grande privilegio di avere il compito di raccontarlo” – dichiara Serena Arena – “Perciò infinitamente grazie a tutte le persone che fanno parte di questa associazione, che ne sono il vero motore. Grazie per quello che fate. Grazie per la forma che scegliete di dare al mondo. Grazie per averci accolte a braccia aperte. E GRAZIE per averci dato la fiducia di poter mostrare alla gente i progetti che vengono realizzati e portati avanti. Nella vita reale, con un impatto nel quotidiano. Infine grazie a tutti coloro che hanno deciso di sostenere il nostro progetto contribuendo alla nostra campagna di raccolta fondi su Ulule. Il 14 dicembre racconteremo questa esperienza senegalese attraverso le foto e i video che abbiamo realizzato. Perciò è con grande piacere e soddisfazione che vi invito a partecipare a questa splendida serata“.
Diritti al Cuore Onlus e Diatomea.net presentano: percorsi e dialoghi sui femminismi nel XXI secolo
Diritti al Cuore Onlus e Diatomea presentano
Sabato 7 dicembre 2019 alle ore 19:00 in Via Federico Borromeo 75 le associazioni Diatomea.net e Diritti al cuore presentano l’incontro “Percorsi e dialoghi sui femminismi nel XXI secolo”. Ingresso gratuito.
Oggi come non mai è necessario parlare di femminismo. Un termine a volte troppo abusato, schernito, screditato, usato in maniera distorta, circondato da stereotipi e manipolazioni.
Ma cosa sono i femminismi oggi? Di questo parleremo con Barbara Bonomi Romagnoli e Marina Turi, autrici di “Non voglio scendere! Femminismi a zonzo” e Benedetta Pintus e Beatrice Da Vela, autrici di “Siamo marea. Come orientarsi nella rivoluzione femminista”.
Coordinano Raffaella Matocci di Diatomea.net e Francesca Caprioli di Diritti al Cuore Onlus.
Breve descrizione dei libri
Siamo marea. Come orientarsi nella rivoluzione femminista di Benedetta Pintus, Beatrice Da Vela, Villaggio, Maori 2019. Un manuale che ripercorre la storia del movimento femminista e che ci guida attraverso la giungla dei vari temi e teorie, per capire meglio come reagire e lottare contro le discriminazioni di ogni giorno e conoscere da vicino il variegato mondo dell’attivismo contemporaneo.
Non Voglio scendere! Femminismi a Zonzo di Barbara Bonomi Romagnoli – Marina Turi, Golena, 2019. Sei tragitti per andare a scovare femminismi felici e appassionati, (auto)ironici e pungenti, includenti e visionari, capaci di produrre un progetto politico nella cornice del tempo che viviamo, quando tutto sembra bloccato, stereotipato e ripetitivo.
Workshop sulla cooperazione: confini e percorsi migratori.
Parlare ai più giovani è sempre importante. Parlare ai più giovani di confini e rotte migratorie, in questo specifico periodo storico, è quasi un dovere. Il 3 ottobre dello scorso anno partecipammo a Lampedusa alla Quinta Giornata della Memoria e dell’Accoglienza organizzata dal Comitato 3 Ottobre. Noi dell’associazione Diritti al Cuore siamo stati invitati a costruire un workshop per ragazzi tra i 16 e i 18 anni che avrebbero partecipato alle tre giornate di Lampedusa. Così ideammo un gioco di ruolo che ripercorresse il viaggio dei migranti in una delle rotte realmente battute: dall’Eritrea a Lampedusa. Visto l’interessamento dei ragazzi, le loro domande e commenti, la loro reazione toccante, e anche il nostro coinvolgimento emotivo, abbiamo deciso di strutturare questo progetto, di portarlo anche nelle scuole romane. Ecco che nasce O.C.E.A.M., acronimo di Oltre i confini al di là del mare, un progetto per sensibilizzare i giovani sul tema delle migrazioni.
Alla luce di una comune visione che vuole riportare l’umano al centro di politiche e discorsi, l’Associazione Diritti al Cuore si è interrogata su come poter apportare un cambiamento nella società che sia forte, efficace e solidale. È così venuta a costituirsi un’equipe di giovani esperti in vari campi, dal sociale al sanitario, che si sono trovati di comune accordo nel vedere le scuole come il fulcro della società e il liceo come luogo dove formare le coscienze per una cittadinanza attiva. Sono stati selezionati in particolare gli studenti degli ultimi due anni del liceo, poiché alla soglia della responsabilità elettorale rappresentano il tessuto più fertile da coltivare stimolando il senso civico di ognuno dei partecipanti.
Il progetto si sviluppa attraverso il gioco di ruolo e ha come obiettivo far (ri)vivere ogni emozione che ciascun migrante prova dal momento in cui inizia il suo viaggio, lasciando la propria casa, la propria terra, la propria famiglia, con pochi soldi a disposizione e con la paura prima di non riuscire a salire sulla barca e poi di non sapere se riuscirà a scendere dalla stessa visto l’alto rischio di naufragio. Viste l’aumento delle richieste da parte degli istituti romani, si è deciso di organizzare un corso di formazione per gli esperti di vari campi che andranno a tenere questo workshop nelle scuole.
Un corso gratuito in 6 incontri presso la nostra sede di Via dei Latini 12, rivolto a giovani dai 18 ai 30 anni, un corso rivolto a chi è curioso, per chi vuole aiutarci, per chi vuole capire, per chi vorrà spiegare.