Le im-pari opportunità

Avete presente le pari opportunità? La pari dignità? I pari diritti? Beh se sì, siamo tra i pochi, pochissimi direi e di certo in questo fine dicembre non se ne hanno grandi esempi. Certamente non dopo una vignetta sessista, patriarcale e poco illuminata, indicata addirittura come “iniziativa presa a titolo gratuito” (dovesse venir fuori che sono, siamo anche ingrati!): il dubbio atroce che l’hashtag #andratuttobene era profondamente sbagliato ti assale, a dire il vero ne hai certezza! In questo 2020 dovevamo aspettarci di tutto, ma che un’associazione di categoria si macchi di tanto era davvero imprevedibile, o forse no… Ma in fondo io che sono donna, obbligatoriamente senza occhi o naso, e di proprietà (sua moglie, la famiglia) non riesco proprio a vedere un futuro … forse perché vengo sovrastata dalla mole di “quel padre, quel lavoratore che guarda speranzoso al futuro” (solo lui ovviamente), o forse sono angosciata da quella miniatura che è “Suo figlio, il suo futuro” (e non nostro figlio… ), anche lui senza naso ed occhi (no scusate ma a che età si creano gli occhi e il naso di un “suo” figlio?) … Allora ti fai delle domande: figlio maschio perché deve prendere in mano la sua attività? Solo il figlio maschio può? E se questo figlio maschio non volesse (auspicabile!) seguire le orme del padre? E le figlie femmine non hanno possibilità di futuro? Non rappresentano anche loro il futuro? Ma a Casa Merkel, alla nascita di Angela se lo saranno posto il problema? O a casa Von Der Leyen avranno pensato: chissà se Ursula avrà figli? (solo 7 di cui una coppia di gemelli)…di certo non sarà in grado in quanto femmina di gestire il suo futuro! (infatti ha in mano “solo” il futuro di milioni di europei…) La vignetta è stata ritirata (ma solo dopo che sono scoppiate le polemiche!) con un messaggio di pseudo scuse, ecco la toppa peggiore del buco!, ma poveri (sigh!), sono rimasti spiazzati perché l’associazione di Lucca è sempre stata propositiva e rispettosa e per di più ha tra i massimi dirigenti due donne, la Direttrice e la vicepresidente vicario in primis (come se questo fosse garanzia di qualcosa)…ecco ancora una volta noi NON ABBIAMO CAPITO e mettono a disposizione anche un aiuto psicologico a chi lo richiede… Bene di questo 2020 l’unica certezza che ho è che non si è capaci neanche di chiedere scusa e di fare un passo indietro quando è necessario, e questo è uno di quei casi in cui entrambe le cose sono urgenti. Da rappresentante dico che avere ruoli all’interno di un’associazione non è un LAVORO, ma una missione e se non capisci da solo quando hai prevaricato i tuoi obblighi e doveri e mestamente dài le dimissioni chiedendo scusa, semplicemente, senza arrancare ipotesi fantasiose quanto raccapriccianti, chi ha ruoli maggiori o simili dei tuoi te lo deve imporre, e se questo non succede è la base che lo deve chiedere, semplicemente inviando la disdetta. Quante donne imprenditrici sono socie di quella organizzazione? Quante di loro si sentono rappresentate da un’associazione che fa errori (o forse ORRORI) di questo peso? Nella vita quotidiana poi ti accorgi che dietro il perbenismo e la “normalità” di certe persone trovi la più becera realtà, e se chiedi a un fruttivendolo (socio di questa associazione) scusa cosa ne pensi? Risponde con l’aria stralunata di chi non ti capisce: non ci vedo nulla di male, da sempre è stato così… E se gli fai notare che lui ha la moglie al suo fianco al banco, e che non acquisterai più nulla da lui, in modo troglodita risponde, “ovvio che lavora pure lei, e comunque la troglodita sei tu!” ecco no, non andrà niente bene! Se il nuovo anno nasce con questi presupposti avremo un 2021 “illuminante” e con la strada solo in ripida salita… ah no scusate buon 1821 a tutti e buona parte della popolazione italica avrà sonni tranquilli, in fondo le “serve” stanno in casa e per altri 125 anni non avranno neanche il diritto al voto…

 





Noi ce la faremo.

Polvere, tanta polvere, sassi sgretolati, case, stalle e fienili segnati dalla furia della natura, che ricordano le vistose cicatrici inferte all’anima e che danno l’idea di quanto si è rotto in ognuno, la perdita, la paura, la consapevolezza che da quella notte ci sarà un “prima” e un “dopo”; questa la sintesi della notte del 24 agosto, precisando che con le repliche successive il tutto si acuisce e moltiplica, amplificando lo smarrimento, la paura di non farcela, ogni certezza svanita.
Immediatamente la mobilitazione, per un sollievo subito, case, mobili, cibo per gli animali, sostegno alle comunità con la consegna di beni frutto di generose raccolte solidali, strutture per i soci colpiti e vendita di prodotti caratteristici delle aziende coinvolte … piccoli “cerotti” portati grazie ad un immenso lavoro di sensibilizzazione di tutta la struttura CIA nazionale, ma da buoni agricoltori ed agricoltrici dobbiamo obbligatoriamente guardare avanti e pensare a come ripristinare e cementare il tessuto economico e sociale delle aree.
Lo sciame sismico ha colpito una vasta area montana, il nostro cuore verde, dove già la resistenza e la vita erano messe a dura prova, dove una popolazione “eroica” ha rivissuto la distruzione post bellica di settanta anni fa; come allora non possiamo far altro che rimboccare le maniche e ripartire proprio con ciò che abbiamo a disposizione: una lussureggiante natura che esalta i paesaggi, che custodisce cultura, saperi e sapori.
Facendo una ricognizione delle necessità, la prima saltata fuori è stata la mancanza di acqua nei pascoli; lo sciame sismico ha modificato le falde e in alta quota la carenza di acqua è diventata una priorità per gli allevatori ma anche per il presidio e la tutela del territorio stesso: un pascolo senza acqua per l’abbeveraggio perde la sua vocazione.

Ad oggi sono state individuate tre aree distinte, e si stanno progettando altrettanti invasi di raccolta, in accordo con le amministrazioni comunali di pertinenza, per evitare i disagi fino ad ora subiti, oltre agli enormi costi per il trasporto in alta quota dagli allevatori. La particolarità di uno dei bacini è la possibilità di utilizzo anche in inverno come approvvigionamento per innevamento artificiale di un impianto di risalita già esistente; si allungherebbe la stagione turistica portando grandi benefici alle attività economiche. Due di questi progetti sono prossimi alla presentazione dell’iter autorizzativo, l’altro è allo stato embrionale.
Pensando a una corretta gestione del bosco, valorizzando il patrimonio legnoso, mantenendo puliti gli habitat per una maggiore e migliore fruizione turistica, è stata accolta con grande entusiasmo la nostra proposta di filiera legno, per la produzione di energia elettrica e acqua calda da distribuire con teleriscaldamento in funzione di una ricostruzione da fare con il corretto rispetto di sostenibilità ambientale.

In un momento di grande sensibilità ambientale, con gli effetti disastrosi sul territorio mondiale dei cambiamenti climatici, è primario indirizzare ogni sforzo affinché la presenza delle aziende agro pastorali del territorio riescano a portare ogni beneficio su di esso, con efficacia ed efficienza.
Il reddito dei residenti è primario per restare sul territorio, una microeconomia indispensabile, la resilienza di cui siamo stati spettatori non può farne a meno, per questo motivo abbiamo in mente progetti di filiera per la valorizzazione della pecora sopravissana, razza autoctona, un modo per riscoprire e dare lustro alle nostre tradizioni e ai grandi pregi che ha questo mansueto animale.
Abbiamo bisogno di condividere e confrontarci con tutte le rappresentanze del territorio, con le amministrazioni, ed insieme creare un metodo Montessori per la montagna, un modo per avvicinare la popolazione tutta a questa parte di territorio, affinché la consapevolezza delle preziosità che ci dona la nostra terra, l’indispensabilità della nostra presenza nel rispetto eco ambientale, la scoperta di specialità enogastronomiche tipiche ed uniche della zona, la cultura, in ogni sua accezione e magnificenza, la conoscenza, siano volano di valori quali presidio, tutela e custodia: le prestazioni che il popolo della montagna opera a beneficio dei cittadini tutti da sempre.
Questi esempi di interventi per il futuro sono necessari e primari per delle aree specifiche, ma daranno risultati maggiori con il progetto più importante e globale che rientra nell’ambito delle iniziative de “Il paese che vogliamo”, Roadshow ideato e fortemente voluto dalla CIA, che nel nostro caso andrebbe a sostenere “un appennino da vivere” con proposte concrete per la manutenzione del territorio, il più grande “piano industriale” che il sistema Italia debba mettere in atto per un’area che copre oltre un terzo del territorio italiano, da Albenga a Crotone ed interessa oltre dieci milioni di abitanti. In questo evento proporremo soluzioni per invertire il processo di spopolamento in atto da molti anni e che il terremoto ha accelerato, per rendere attrattivo il territorio: creazione di zona franca e zona economica speciale, defiscalizzazione per gli insediamenti produttivi, infrastrutture anche telematiche.

Pensare a un governo del territorio partecipato ed attivo, un investimento per il futuro nel pieno rispetto dell’articolo 44 della nostra Costituzione dove si sancisce il nostro diritto di vivere la montagna, per garantire stessi diritti alla popolazione di oggi e, in futuro, ai nostri figli, un territorio preservato e presidiato.
Ascolto, presenza sul territorio, condivisione, conoscenza di normative e finanziamenti, possibilità di presentare a INVITALIA progetti concreti, sostenibili e lungimiranti sono gli ingredienti necessari per un traguardo da raggiungere, continueremo ad impegnarci in merito.

William Blake scriveva “quando uomini e montagna si incontrano grandi cose accadono”. Ne sono sicura, noi ce la faremo.


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